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Gabriele Cattarin - Recensione Mies

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Indice
Gabriele Cattarin
Presentazione
pergamena emigrante 2010
Mies
Tutte le pagine

 

FORME PLASTICHE IN EQUILIBRIO NELLA CONTINUITA’ DELLO SPAZIO

 

Nella ricerca artistica di Gabriel Cattarin, volta a sperimentare soluzioni estetiche sempre nuove nell’interpretazione del mondo che ci circonda, il coinvolgimento della danza, della fotografia e della performance come fonte di espressione dà la misura delle sue innate capacità creative, che gli hanno permesso di raggiungere una poetica personale di tutto rilievo nel panorama artistico contemporaneo.

Quanto ad espressività corporea, la danza contemporanea abbinata all’arte visiva ha messo la figura maschile sullo stesso piano di quella femminile; in effetti le sue recenti tele dipinte ad olio sono come un fermo immagine di una coppia di corpi in movimento, maschio e femmina, allo scopo di comunicare all’osservatore la loro energia attraverso lo studio del contrasto dei concetti di presenza assenza di tali forme plastiche, guidandolo lungo un percorso immaginario alla scoperta di una storia di umanità fatta essenzialmente di equilibrio tra materia e spirito, corpo e anima.

La particolare attenzione che l’artista rivolge alla leggibilità dell’immagine reale fa sì che l’osservatore, sospeso tra la tensione della forma e la riflessione sul contenuto alluso, scelga un proprio codice di lettura che la fa diventare un’immagine virtuale; essa in tal modo ha perso la propria dimensione temporale per svelare un ‘energia surreale che attiva la memoria soggettiva.

In questo contesto di ritorno all’immagine del corpo, dopo tanta arte “informale” segnata dal nero della paura e del terrore, dal rosso del sangue e della violenza, il bianco del vuoto e dell’allucinazione (i soli colori rimasti per testimoniare drammaticamente le lacerazioni del nostro tempo), la proposta di Cattarin, basata su toni di marrone chiaro e nero, nel rendere le varie parti anatomiche dei corpi in posa, ancora una volta va in direzione di un vitalismo di tipo surreale, ciò che presuppone il ricorso ad una nuova arte antropologica, non per un realismo da terzo millennio, ma per una riflessione culturalmente avvertita sulla natura e le finalità dell’arte contemporanea, volta a cogliere dell’uomo essenzialmente valori di equilibrio, di gioia di vivere nella pace e serenità interiore, esaltando il fluire della vita nei suoi molteplici aspetti.

In questo sta tutta la valenza significante e comunicativa della creatività di Gabriele Cattarin che  si esplica attraverso forme plastiche in equilibrio di eccezionale impatto emotivo: nudi singolari su sfondo nero, il colore che, essendo tra i più usati tra gli artisti contemporanei impegnati a dare risposte convincenti ad un’umanità sempre più stordita dalle stridenti contraddizioni, diventa metafora di un futuro migliore.

 

prof. Giorgio Mies



Ultimo aggiornamento Sabato 21 Agosto 2010 08:18  
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