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Il maestro ceramista Isidoro Dal Col, nel corso della manifestazione “i cortili dell’arte”, ha dato una dimostrazione su come gli uomini preistorici producevano e cuocevano i manufatti in argilla. |
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Con alcuni dei partecipanti al "corso di Ceramica" organizzato recentemente a Tarzo, sono stati realizzati vasi, ciotole e altre suppellettili in argilla, successivamente, dopo una prima fase di asciugatura si è passati alla fase di cottura
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| Sabato 31 luglio nel pomeriggio, in una piccola porzione di prato adiacente al “cortile Berna”, è stato dapprima steso uno strato di segatura e trucioli di legno su cui sono stati disposti i manufatti alternati a strati con ulteriore segatura e fogliame, poi il tutto è stato ricoperto da legna e si è quindi provveduto ad accendere il fuoco che doveva bruciare per tre/quattro ore. | ![]() |
| Nel pomeriggio della domenica i manufatti sono stati tolti dal “forno” e disposti sul prato a raffreddare completamente tra l’interesse e la curiosità delle persone che avevano realizzato i manufatti e dei numerosi visitatori. E’ stato un esperimento che ha dato una dimostrazione pratica di come probabilmente venivano cotte le argille in epoca preistorica. | ![]() |
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Il maestro Dal Col ha spiegato che il colore nero delle opere realizzate è dovuto al tipo di cottura che, non avvenendo a contatto diretto con l’aria, non permette al ferro contenuto nell’argilla di ossidarsi e dare il caratteristico colore rossastro. Tracce di questo tipo di forno e cocci di manufatti preistorici, risalenti a circa 4.000 anni A.C., sono stati rinvenuti nel corso degli scavi effettuati attorno ai laghi |
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