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Cineforum 2014

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Cineforum 2014
E se vivessimo tutti assieme?
Zoran, il mio nipote scemo
Monsieur Lazhar
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Giovedì 8 maggio alle 20,30, presso l'auditarium di Banca Prealpi, ci sarà la prima serata del cineforum.

 

Il tema di quest'anno è "DIVERSITA' CHE UNISCE: Storie di Incontri"; tre i film proposti

 

 

La nostra identità non esisterebbe se non ci fosse l’Altro-diverso-da-noi: ciascun individuo prende infatti sempre forma nella relazione con l’altro. Ma cosa vuol dire entrare in relazione con qualcuno di “diverso” da noi? Come ci si coglie inseriti in un contesto di relazioni intersoggettive? E come il rapporto con gli altri e con la comunità che ci circonda influisce retroattivamente nei nostri confronti, cambiandoci o trasformandoci?

 

Queste le domande che animano la rassegna di quest’anno, perché la presenza dell'altro-diverso-da-me costantemente attraversa l'esperienza di ciascuno.

 

 

 

La nostra società cerca spesso di annullare la "diversità", tende a creare universi omologati, comunità di simili, dove il singolo si deve identificare con il gruppo e la pluralità dei soggetti non sempre viene rispettata. Ed è così che la "diversità" è attribuita ad alcuni individui che presentano "particolari caratteristiche", e non a ciascun individuo in quanto essere differente da un altro.

 

La diversità è spesso vista in chiave negativa, come minaccia della propria identità e la presenza del cosiddetto "diverso" genera conflitti, sentimenti di paura, ansia, sospetto, mette in crisi il normale funzionamento del sistema e condiziona la formazione e la crescita dei singoli.

 

 

 

C’è invece nell’incontro con l’Altro, nella scoperta e nella valorizzazione delle differenze, un tesoro potenziale poiché una certa ricchezza collettiva è data proprio dalla diversità che quel collettivo contiene: l'Altro, come individuo o come gruppo, può essere prezioso proprio nella misura in cui è dissimile.

 

 


 

Giovedì 8 maggio           

E SE VIVESSIMO TUTTI ASSIEME?  

di Stéphane Robelin   2012

Interverrà la dottoressa Samuela Maniscalco Psicologa Psicoterapeuta - Tarzo

 

“E’ strano, le persone pensano a tutto: assicurano la casa, l’auto, la loro stessa vita; eppure non si preoccupano degli ultimi anni, di cosa faranno negli ultimi anni della loro vita”. Annie, Jean, Claude, Albert e Jeanne sono amici da sempre, nonostante le differenze di abitudini e temperamento. Due coppie ben assortite - e molto diverse - e un dongiovanni impenitente: a unirli, oltre all'amicizia (e in certi casi all'amore), il tempo che passa con i suoi "inconvenienti". Il gruppetto decide di difendersi dalle intemperie della vita andando a vivere in una grande casa da condividere, scoprendo così che la convivenza nasconde sempre delle sorprese, anche per chi si conosce da una vita. Testimone dello strano esperimento sarà il giovane Dirk, impegnato in una tesi sulla terza età, pronto ovviamente a imparare qualcosa, e assunto come “badante” tutto fare. Dirk, nonostante la giovane età e la differenza generazionale, sarà l’inatteso punto di riferimento per i protagonisti, alle prese con l’autunno della vita.

 

 


 

Giovedì 15 maggio         

ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO 

di Matteo Oleotto   2013

Interverrà il Dottor Domenico Ferrara Psichiatra  Pordenone

 

Paolo Bressan trascorre le sue giornate da Gustino, gestore di un'osteria in un piccolo paese vicino a Gorizia. Un quarantenne alla deriva, cinico e misantropo, professionista del gomito alzato ma anche della menzogna compulsiva, che lavora di malavoglia in una mensa per anziani e insegue senza successo l'idea di riconquistare Stefania, la sua ex moglie. Una lontana parente slovena gli lascia “in eredità” Zoran, un quindicenne occhialuto, che parla in modo strano e sembra anche un po’ ritardato. Paolo scopre così di essere zio, e la cosa lo disgusta. Ma Zoran ha una dote davvero particolare che sveglia Paolo da un letargo che durava praticamente da sempre. Sarà l’inizio di un cambiamento e Paolo l'inaffidabile, Paolo l'insopportabile, Paolo l'alcolista, comincerà a pensare ad un riscatto personale.

 

 


 

Giovedì 22 maggio         

MONSIEUR LAZHAR 

di Philippe Falardeau   2012

Interverrà il Dottor Massimiliano Paparella  Psicologo Psicoterapeuta Pordenone

 

In una scuola elementare di Montreal un'insegnante muore tragicamente. Avendo letto la notizia sul giornale, Bachir Lazhar, un immigrato algerino di 55 anni, si presenta nella scuola per offrirsi come supplente. Immediatamente assunto per sostituire la maestra scomparsa, si ritrova in una scuola in crisi mentre è costretto ad affrontare un dramma personale. Poco a poco Bachir impara a conoscere il suo gruppo di bambini scossi ma attenti. Mentre la classe inizia il processo di guarigione, nessuno nella scuola è a conoscenza del passato doloroso di Bachir; nessuno sospetta che è a rischio espulsione dal Paese in qualsiasi momento...

 

Il film, con la delicatezza di una favola dentro la favola, porta in scena i temi dell'elaborazione del lutto nella società e nelle istituzioni contemporanee, attraverso l’incontro tra mondi, mestieri sociali e generazioni differenti, accomunati dalla mancanza di un fondamentale “tassello” di civiltà, che va oltre la condizione di perdita estemporanea e spinge giovani e meno giovani, insegnanti e alunni, genitori e figli, cittadini e politici a interagire e legare ancora tra loro, per tentare di rendere rappresentabile qualcosa che di per sé sfugge: la vita stessa.

 

La questione che si delinea è fondamentale: è oggi una questione di tecniche da apprendere, strategie da padroneggiare e applicare, valori da uniformare…. Oppure è un problema di posizione soggettiva e civile da assumere?

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Maggio 2014 23:45  
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